Mi capita spesso di girovagare in rete e di notare che molte persone creano dei video dove professano e dispensano tutto il loro “sapere”, sparando a zero su delle teorie, degli studi relativi alle religioni piuttosto che sulle scie chimiche, ECC. Deridono e scherniscono, anche con una certa violenza, tutto ciò che, fondamentalmente, non riescono a capire, a prescindere dalla verità di fondo. Se, ad esempio, alziamo gli occhi al cielo e vediamo, in alcuni giorni, un reticolato serrato di scie, qualche domanda, forse, ce la poniamo, sono semplici scie di condensa?. A domanda, secondo me, fa seguito, per chi come me è curioso, una ricerca di un eventuale e possibile perché. Alcune teorie magari sono strampalate, altre, invece, più accreditate, sta a noi, in base a certe fonti, ceri studi a trarre le proprie conclusioni, anche se, in realtà, anche le fonti, apparentemente , più accreditate o le più ufficiali possono nascondere altre verità. Proprio qui, partendo dalla ricerca, si capisce che la cosa, sulle scie, non è chiara, un aereo, difatti, rilascia scie di condensa solo ed esclusivamente ad alcune condizioni; altezza, oltre gli 8.000 metri, e temperatura, almeno -40 gradi. Inoltre è assolutamente controproducente per un aereo viaggiare al di sotto di certe altezze, più si è in alto e l’aria permette all’aereo di consumare meno carburante per una questione di minor attrito e l’aereo può raggiungere, così, velocità più sostenute. Le scie persistenti invece che vediamo spesso sono sempre in una altezza, approssimativa, di 3/4 mila metri, illogico. Illogico anche da un punto di vista scientifico, le scie di condensa a quella altitudine non si formano. Porsi delle domande porta ad essere un paranoico complottista?  Fiero di esserlo.

Altro attacco indiscriminato, questa volta di improvvisati esegeti è quello nei confronti dello studioso Mauro Biglino. – Eh… ecco, Biglino parla di ufo, degli extraterrestri. Certo certo -. Avendo visionato numerose conferenze e letto i suoi libri, mi accorgo che i suoi discorsi vengono distorti e manipolati, da questi esegeti. Come del resto la teologia ha fatto con le scritture antiche, rendendole sacre. Biglino, in realtà, riporta con assoluta chiarezza ciò che c’è scritto nei libri antichi, basterebbe leggere le scritture che gli antichi ci hanno lasciato per capire che li è scritto così. Popol Vuh, Enuma Elish, Atrahasis, Epopea di Gilgamesh, mahabharata, il libro di Enoch, il libro di Ezechiele, e poi gli scritti di Giuseppe Flavio, Plinio il Vecchio… se in questi libri c’è fantasia, il saggista Biglino ci riporta la fantasia di quegli autori, se invece gli autori ci parlano, tutti, di quelli la, venuti da qualche parte nel cielo (cintura di Orione, solitamente) apriamo la mente e, soprattutto, impariamo a dare il giusto rispetto anche alle cose che non concepiamo, con cautela, ma ciò che non comprendiamo non  vuol dire che non esiste! 

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