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GUSTAVO PASINI

Io, la musica e altre cose.

Mese

luglio 2016

Verità – aforismi

– Spesso il modo più sicuro per trasmettere disinformazione è quello di dire la pura verità.- Mark Twain

– Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe. -Mark Twain –

– L’uomo cerca la verità per poterla nascondere meglio. – Stanislaw Jerzy Lec –

– Ogni verità attraversa tre fasi, prima viene ridicolizzata, poi incontra una violenta opposizione e, infine, viene accettata come palese. – Arthur Schopenhauer –

– Come tutte le merci di valore, la verità è spesso contraffatta. – james Cardinal Gibbons –

– Vorrei precisare che noi non dobbiamo dire la verità per convincere quelli che non la conoscono, ma per difendere quelli che la conoscono. – William Blake –

– Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti. – Eraclito –

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Iron maiden a Trieste

26 Luglio 2016, io e la mia amica Gloria abbiamo avuto modo di vedere gli Iron maiden dal vivo a Trieste. Il viaggio, da Brescia in direzione Trieste, è cominciato alle 13.30 ed è stato decisamente lungo ma piacevole, una tirata unica senza soste, poco traffico. Il ritorno, a fine concerto, nonostante la stanchezza è volato sull’autostrada tra mille chiacchiere con arrivo a Brescia verso le 3.

  • Un appunto doveroso lo faccio, innanzi tutto, nei confronti di Trieste; città incantevole, ospitale e pulita. La storia austro-ungarica, lo si capisce anche dal poderoso stemma che rappresenta la città, ha segnato, positivamente, la città stessa. Lo si evince dai monumentali palazzi, dalle cattedrali, dalle strade ampie e ordinate. Anche l’aria che si respira mi ha riportato, in qualche modo, allo spirito e alla cultura austriaca e di riflesso a quella ungherese.
  • Il concerto! Innanzi tutto ringrazio infinitamente Gloria per aver anticipato il regalo di compleanno, il biglietto degli Iron, e avermi così regalato la possibilità di rivederli. Il concerto viene fatto nella splendida piazza “Unità d’Italia” fronte al mare. Location mozzafiato. Letteralmente!
  • Ad aprire lo show, davanti a circa 15 mila persone, ci sono i  The Raven age, band capitanata, niente poco di meno, dal figlio di Steve Harris, George. Band che propone un moderno e corposo (nu) metal. Non c’è da gridare al miracolo ma, sicuramente, i ragazzi sanno suonare bene, molto bene, e altrettanto bene tengono il palco e, cosa importante, propongono della buona musica.
  •  Alle 21, circa, è l’ora della più grandiosa heavy metal band del mondo; gli Iron maiden! Il concerto si baserà molto sulla loro ultima fatica, The book fo souls, lavoro, a mio parere, meraviglioso. Dalle casse viene sparata “Doctor Doctor” brano coinvolgente degli Ufo (grazie Gae), subito dopo lo show ha realmente inizio con If Eternity Should Fail, stupendo brano del loro ultimo lavoro, è impossibile non cantare il ritornello! Va detto subito, la paura di sentire un Bruce  Dickinson sottotono e con poca voce era forte eppure, nonostante i suoi quasi 60 anni, nonostante il brutto male che lo ha afflitto, la voce, una volta scaldata, mi è sembrata a livelli assolutamente buoni. Non dimentichiamo che il repertorio Maiden è costruito su tonalità sempre molto impegnative. Bruce è un animale da palco, corre, canta, intrattiene il pubblico e in alcuni brani indossa delle maschere, tipo una monkey face. Tutti i componenti della band sono in “palla” da Steve a Nicko, compreso il trio della sei corde: Janick-Adrian-Dave che tessono ritmiche e ci donano assoli pregevoli. I brani scorrono, secondo me in maniera impeccabile, sono coinvolgenti, il gruppo sul palco si diverte e fa divertire. Le scenografie mobili sono imponenti e suggestive, i vari Eddie che appaiono sul palco creano sempre una situazione “magica”, dalla enorme testa e busto, richiama l’Eddie di Book of souls, che appare dietro a Nicko mc Brian, a un altro Eddie che interagisce con la band, fantastico. Sono sincero, ero inizialmente un po’ deluso, della loro eventuale scaletta, al di la dei brani di Book of souls gli iron propongono, da anni, sempre gli stessi classici, senza mai osare in brani che invece non propongono da molto tempo, tipo Seventh son, 22 Acacia avenue, Prodigal son… Eppure, nonostante i classici fossero sempre gli stessi, gli ho ascoltati con grande entusiasmo, la magia del live. I brani si alternano; Speed of Light, Children of The Damned, Tears of a Clown, The Red And The Black, The Trooper, Powerslave, Death or Glory…Ho trovato la band, davvero in ottima forma, mi rimarrà positivamente impresso questo concerto anche perché non so per quanto andranno ancora avanti, ma io grido: lunga vita agli Iron. Up the Iron! up Trieste!
  • Scaletta:
    If Eternity Should Fail
    Speed of Light
    Children of The Damned
    Tears of a Clown
    The Red And The Black
    The Trooper
    Powerslave
    Death or Glory
    The Book of Souls
    Hallowed By The Name
    Fear of The Dark
    Iron Maiden
    The Number of The Beast
    Blood Brothers
    Wasted Years

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    Gloria e me
     
  • P.s. Grazie ancora alla mia best friend Gloria per la giornata e le luuuuunghe chiacchierate!!!
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    Mare fronte palco
     
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    Palco
     
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    Avrei preferito un “LITHROS” di birra
     
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    Chi ha trovato… un cappellino?…
     

Nuovo corso dei Lithos


Quest’anno si sono riformati i Lithos, la mia prima vera band, fondata nel 1999. Dopo uno stop lunghissimo abbiamo deciso di riprovarci, con la formazione originale, in aggiunta un nuovo componente; Luca Contestabile. Luca è un chitarrista virtuoso che sta dando un supporto non indifferente a livello di ritmiche e assoli. Gli arrangiamenti, nel corso di questi mesi, si sono fatti decisamente taglienti, il sound molto più heavy, senza perdere, però, i richiami prog. Ma, non si può nascondere, il sound è decisamente più potente rispetto al passato. Una svolta inaspettata? In realtà no, era mia intenzione riprendere i vecchi brani e potergli dare un sound aggressivo, arrangiamenti più incisivi. Trovando pieno accordo in tutto il gruppo. Quattro brani hanno preso forma, ora tocca agli altri quattro o cinque che serviranno per completare il futuro lavoro in studio, un nuovo cd! Abbiamo in cantiere una decina di brani ma credo che ne inseriremo otto, considerando che i nostri brani sono sempre abbastanza lunghi, ovviamente il tutto sarà ancora da decidere.

La religione 

Quand’ero un bimbo, intorno ai 6/7 anni, interagivo e giocavo con le mie sorelle, più grandi di me di tre e sei anni, tra i vari giochi c’era anche quello di fare messa, io facevo il prete, le mie sorelle le pecorelle, emulando la messa della domenica. Avevo un tavolino davanti a me che era l’altare, il dizionario aperto sul tavolino fungeva da Bibbia, i biscotti Colussi erano le ostie, il corpo di cristo. Dicevo su qualcosa, francamente non ricordo cosa, e poi davo l’ostia ( il biscotto Colussi/corpo di cristo) alle mie sorelle. La funzione  cosi era terminata, andate in pace. Era divertente per come lo facevamo noi, sia ben inteso. La realtà, invece, offriva altro. In un paese cristiano o cristiano cattolico come il nostro, negli anni settanta e ottanta, si cresceva indottrinati ai dogmi della chiesa. Eppure, la domenica mattina, in chiesa respiravo a fatica. Sentivo opprimente quella struttura, nonostante le enormi metrature, mi pesava l’ambiente, la litania, le preghiere, l’alzati, siediti, inginocchiati. Non avvertivo quella sensazione, che sarebbe dovuta essere, secondo me, di serenità, speranza, gioia. Percepivo, invece, un peso, una sensazione di disagio combinato a tristezza, di doversi sempre e costantemente sentire in colpa di qualcosa. I miei rapporti con la chiesa si interruppero in età adolescenziale. Mi sentivo indifferente alle religioni, curioso ma staccato e mi dicevo: se dovesse realmente esistere un dio, egli mi giudicherà per come conduco la mia vita e non, di certo, per la quantità di preghiere a lui rivolte.

In seguito, non posso nasconderlo, la mia avversione per la “nostra” religione, anzi, per le religioni in generale si sono fatte ancora più forti. Se penso al significato, alla semantica del verbo “pregare”, francamente, mi vengono i brividi. Io nasco, innanzi tutto, senza alcun peccato, senza, tra l’altro, una mia volontà o decisione di nascere e devo pregare e invocare un qualche dio, per questo? Ma che, scherziamo?  Nonostante tutto qualche tentativo nel leggere la Bibbia l’ho fatto, ma non capivo. Non capivo, sinceramente, cosa c’entrasse dio con quei libri. Cosa centravano quei libri con quello che doveva essere l’amore di un dio nei confronti di ciò che aveva creato. In quelle pagine leggevo solo di conquiste, morti e devastazioni.

Poi un bel giorno ho sentito il bisogno di approfondire e ho cominciato a leggerla la Bibbia, con un altro appiglio, con la mente aperta e ricettiva e ho cominciato capire qualcosa in più. Grazie anche all’aiuto dello studioso Mauro Biglino, non solo.

Dopo aver letto libri e visionato numerose ore di conferenze di Mauro Biglino, il quadro si è fatto più chiaro. Lui, da traduttore di ebraico antico, ha fatto notare una importantissima e sostanziale incongruenza, la falsa traduzione di Elohim con dio. Nella bibbia si evince, difatti, che non vi è un dio ma, al contrario, diverse persone chiamate Elohim, plurale di El o Eloha. Insomma la teologia ha voluto per forza appropriarsi di quel libro e violentare le traduzioni per poter far diventare una serie di Elohim un unico dio e creare cos’ il monoteismo, tra l’altro con quello meno importante, considerato, come si legge dalla bibbia, un uomo di guerra (ish milchama, es 15,3); Yahweh a capo della famiglia di Aronne e non degli ebrei.. Yahweh, che da qualche anno è stato “occultato” dalla conferenza episcopale perché considerato troppo poco cristiano. E lo credo bene, con tutte le persone che ha sterminato, uomini, donne e bambini. Senza contare gli innumerevoli olocausti animali, e, molto probabilmente umani. La bibbia è un libro di storia, che racconta delle vicende di un popolo, quello di Israele, e il suo condottiero. Lungi dall’essere un dio. La bibbia non parla di creazione, nemmeno nella prima parte delle genesi, anche qui la teologia ha dovuto, per forza, rendere un dio, che non c’è, creatore dei cieli e della terra oltre che dell’uomo, niente di più falso. I libri da cui la bibbia ha preso spunto parlano di altro, parlano di questi Elohim che hanno fatto delle modifiche per rendere vivibile i territori e poi hanno fabbricato l’Adam! Non esiste il dio unico, in questi libri,  trascendente e onnisciente che noi abbiamo creduto o idealizzato, ma tutta una serie di individui. Come direbbe lo studioso Biglino; leggiamola la bibbia!

 

Il racconto di Paola “Kat” Ghitti: Castelli in aria.

Siamo figli delle lacrime.Non è vero, mi dite voi? Provate un po’ a riflettere su quale sia quell’unico, inconfutabile momento che, senza alcuna distinzione di sesso, razza o religione, ci unisce tutti alla nascita; e vi accorgerete che altro non è che il primo, lacerante, liberatorio pianto, il primo vagito, il primo segno che siamo vivi, l’attimo nel quale diventiamo un’entità autonoma, catapultata in un mondo da subito ostile, duro, difficile. Non ho mai pensato che fosse solo un caso “tecnico” che si nasca piangendo: per far entrare aria nei polmoni si poteva anche farci ridere, non credete? Invece no, è come se, a livello subliminare, inconsciamente, ci venisse da subito spiegato che quel pianto sarebbe in seguito stato un nostro compagno inseparabile per tutta la durata della nostra vita, un pianto spesso dell’anima, un pianto del cuore.

Perché il pianto dell’animo è un po’ il nostro destino, perché nulla è facile, perché niente è mai come lo si sarebbe desiderato. Troppe volte ripetiamo a noi stessi che l’indomani sarà sicuramente migliore, che la vita non può sempre e solo essere una sofferenza; e tuttavia siamo perfettamente consci che ogni nostro desiderio, ogni sforzo che facciamo per ottenere quella parte di felicità che ci spetta potrà essere annientato in un soffio, ed il nostro essere anime tremanti non è altro che l’attesa di quei momenti di disillusione. Sono i nostri castelli in aria, i nostri sogni, troppo fragili, troppo impotenti; sono quello in cui noi crediamo, e che ci ostiniamo a difendere, pur contro ogni evidenza e ogni realtà.

E’ il nostro cuore che lotta con la parte razionale che è in ognuno di noi, e da una lotta non può scaturirne che dolore.BMa, nonostante tutta questa sofferenza, i nostri castelli in aria restano lì, a ricordarci che è bello credere, ad aiutarci a mantenere viva la fiamma delle nostre passioni, perché, se da un lato il fuoco distrugge, dall’altro può portare a una rinascita, ad una nuova vita.

Pertanto piangi, bambino, piangi; che questo tuo pianto possa essere insieme fede e speranza, rabbia e dolore, anima e ragione, il giusto cemento per non far crollare mai il tuo castello.

Paula Kat

 

MaXVenturi

Video: vuoto a perdere/statuine di sabbia

Era l’autunno/inverno del 1996, credo, e venni contattato, tramite un amico, dal tastierista e compositore Claudio Cominardi per entrare a far parte del gruppo MaXVenturi o, più semplicemente, MXV. Caspita, il ragazzo aveva le idee chiare, era determinato e, soprattutto, aveva le capacità di creare musica originale, bella e particolare. Insieme a Claudio c’era Aristide Zanotti alla voce, cantante talentuoso con una grande personalità. E poi Alessandro Rubagotti alla chitarra e Federico Sacchetti al basso. Tutte le musiche erano scritte da Claudio e i testi, dallo stesso, oltre che da Aristide. Io, nella band, ricoprivo esclusivamente il ruolo di batterista ma sono stato, e lo sono tutt’ora, orgoglioso di aver fatto parte di un gruppo così. Purtroppo Claudio aveva intrapreso degli studi che lo portarono alla decisione, sofferta, di sciogliere il gruppo.

Legittimo sospetto

Video:

Legittimo sospetto! Bangles – Garbage

Sunshine – Call me

Un bel giorno il mio caro amico Roberto Fenaroli, talentuoso e poliedrico bassista, mi chiede se fossi disponibile a suonare in una cover band con lui. Fu stata la mia prima e unica cover band in cui io mi sia mai addentrato. Accettai di buon grado anche perché suonare con Roberto era veramente un onore e un piacere, però, essendo oberato di impegni musicali, Roberto, fece una sola prova per poi lasciare, io, invece, nella band ci rimasi, volevo provare questa esperienza.  Alla chitarra c’era il fondatore Fabio Pluda, al basso il sostituto di Roberto, Edoardo Chiaf e alla voce la raggiante e talentuosa Sunshine Pegoiani. In principio il gruppo si chiamava Sunshine ma dopo la defezione della stessa, dieci mesi dopo circa, il nome della band si era tramutato in Legittimo sospetto, con l’ingresso, alla voce, della brava e energica Eleonora Chiaf, sorella del bassista. Che però, il bassista Edoardo, abbandonó per darsi a nuovi progetti musicali, così si insedió Marco al suo posto. Insomma, il solito via e vai che caratterizza molte band, di cover e non. Un’esperienza gradevole, numerose date effettuate, tra cui, ha spiccato, una serata a Milano in un locale, di nome Saloon, o qualcosa del genere, gremitissimo di persone, 300/400 persone. Le cover proposte erano tutte rock melodico che spaziavano dai 70 ai 90. Un buon ricordo.

Scaletta Legittimo sospetto

Libri


Alcuni libri in mio possesso che reputo importanti e illuminanti nella sfera storica, filosofica e esoterica:

Mauro Biglino

– Non c’è creazione nelle Bibbia

– La Bibbia non è un libro sacro

– La Bibbia non parla di dio

– Antico e nuovo testamento libri senza dio

– Il falso Testamento

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Giovanni Pettinato

– I Sumeri

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Giovanni Garbini

– il ritorno dall’esilio babilonese.

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Voltaire

Lettere filosofiche

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Roberto La Paglia

– Mitologia aliena

Uomini, miti e misteriose divinità dal cielo

– Il segreto di Fulcanelli.

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Mauro Paoletti

– Elohim, religioni, miti e leggende delle antiche civiltà a confronto

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Giuliano Di Benedetti

–  La via di Dante. Dall’Inferno alla luna passando per il Nemus

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Pietro Buffa

– I geni manipolati di Adamo

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Heinrich Schliemann

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Erich von Däniken

– Gli dei erano astronauti

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Zecharia Sitchin

– Il giorno degli dei

– Il pianeta degli dei

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David Icke

– la guida alla cospirazione globale (e come fermarla)

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Mirella Santamato

– Quando Troia era solo una città

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Mac Gregor

– La storia del mondo in cento oggetti

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Massimo Barbetta

– Stargate, il cielo degli egizi

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Michel Onfray

– Trattato di ateologia

– Pensare l’Islam

– L’invenzione del piacere, 

Aristippo e i Cirenaici.

– La potenza di esistere.

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Letture in pdf:

Epopea di Gilgamesh

Atrahasis

Enumaelish

libri di Enoch

Popul Vuh

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Link consigliati:

Unoeditori

Giuseppe Merlino

Gusound

Video:

De gedachte nemen een vorm

– Neronotte

– Sogni in cubi

Poco prima di formare il gruppo Notabene, nel 2003, ho avuto una parentesi da tastierista cantante. Ho composto 5/6 brani  e con alcuni amici abbiamo provato e suonato dal vivo questo breve repertorio. Beh, mi sono divertito! Si può sentire un brano di questo concerto cliccando qui sopra in video il primo link.

Poi, sempre con il moniker Gusound ho fatto altri brani ma solamente strumentali per poi cambiare, nel 2008/9 in Alma Sideris.

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